Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Durini
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il mwdqCasato dei Durini è una mwdgfamiglia nobile lombarda di antica origine comasca, attestata sin dal mwdwXIII secolo tra i mweaDecurioni della città di mweqComo, con funzioni di governo municipale e gestione fiscale. La casata si affermò nel mwegXVI secolo come dinastia mercantile e bancaria, operante nel commercio della mwewseta e nella finanza pubblica, sviluppando una rete di interessi tra mwfaComo, mwfqMilano e il mwfgDucato di Milano sotto dominazione spagnola.

Trasferitisi a mwgaMilano all’inizio del mwgqXVII secolo, i Durini consolidarono il proprio status attraverso l’esercizio del credito, l’acquisto di beni fondiari e l’accesso alla nobiltà cittadina. Nel mwgg1648 acquisirono il feudo di mwgwMonza e il titolo di mwhamwhqConte di Monza dagli ultimi discendenti della famiglia mwhgDe Leyva, confermato da diploma di mwhwFilippo IV di Spagna nel mwia1652. Da allora, il titolo è rimasto legato alla linea principale della casata fino all’età contemporanea.

Nel corso dei secoli i Durini si distinsero in ambito artistico, ecclesiastico e amministrativo: tra i membri più noti vi furono mwigAngelo Maria Durini, cardinale e mecenate, mwiwAlessandro Durini, pittore e senatore del Regno d’Italia, e mwjqAntonio Durini, mwjgpodestà di Milano in epoca napoleonica. La casata fu protagonista della vita culturale lombarda tra mwjwSeicento e mwkaOttocento, lasciando un segno nelle istituzioni, nell’urbanistica e nel mecenatismo della regione.

Contents

Storia
Origini
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

Origini

La famiglia Durini trae origine dal borgo di mwmgMoltrasio, sul mwmwLago di Como, dove è attestata tra le famiglie del patriziato locale sin dal mwnaXIII secolo. Il cognome compare nei registri delle magistrature civiche e tra i mwnqDecurioni di mwngComo, corpo rappresentativo della nobiltà cittadina, impegnato in compiti di governo urbano, vigilanza fiscale e amministrazione della giustiziacite-ref-1[1].

Nel mwpaXIV secolo i Durini consolidarono la loro posizione nella vita economica e politica comasca, gestendo proprietà fondiarie e partecipando a funzioni pubbliche. Alcuni membri della famiglia risultano attivi nella riscossione delle gabelle, nella gestione delle beccarie e nella distribuzione delle forniture granarie nei borghi del territorio larianocite-ref-2[2].

Nel corso del mwqgXV secolo i Durini si distinsero anche per l’attività mercantile, inizialmente legata al piccolo traffico regionale di lane e derrate, e successivamente ampliata attraverso collegamenti con Milano, la mwqwValtellina e il mwraCanton Ticino. L’accumulazione di capitale, unita a una strategia matrimoniale con famiglie notabili, tra cui i Caimi, i Della Torre e i Carcano, permise al casato di affermarsi come parte della borghesia mercantile comasca tesa alla nobilitazionecite-ref-3[3].

Pur mantenendo radici nel territorio comasco, sul finire del XV secolo alcuni esponenti si trasferirono a mwsgMilano, allora capitale del mwswDucato di Milano, attratti dalle maggiori opportunità economiche e politiche. Questo spostamento segnò l’inizio di una nuova fase per la famiglia, destinata nel secolo successivo ad assumere un ruolo di primo piano nella vita pubblica e culturale della capitale lombarda.

XVI secolo

Nel corso del mwtgXVI secolo la famiglia Durini accrebbe la propria influenza nel mwtwDucato di Milano, grazie alla prosecuzione delle attività mercantili e alla progressiva integrazione nella nobiltà cittadina. L’ingresso nel corpo civico milanese fu completato entro la fine del secolo, con l’ammissione nel patriziato urbano e l’acquisizione di incarichi pubblici, in particolare nel settore fiscale e finanziario.

I Durini investirono parte dei capitali accumulati in beni fondiari, case da nobile e botteghe situate nelle contrade centrali di mwuqMilano, tra cui la zona di San Giovanni in Conca e San Babila. In questo periodo iniziarono ad esercitare anche attività creditizie, divenendo fornitori di anticipazioni al fisco ducale e partecipando alla raccolta delle imposte indirette (decime, gabelle sui cereali, forniture militari)cite-ref-4[4].

Attraverso un abile uso delle alleanze matrimoniali e dei rapporti clientelari con funzionari della monarchia spagnola, la famiglia si assicurò protezione e visibilità presso la corte di mwwaMadrid e il Consiglio d’Italia. Alla fine del secolo, esponenti del casato risultano in contatto con alti dignitari asburgici, preludio all’ascesa nel mwwgXVII secolo che li vedrà titolari del feudo di mwwwMonza e promotori di iniziative culturali e architettoniche di primo pianocite-ref-5[5].

Nel passaggio tra mwyqCinquecento e mwygSeicento, la famiglia poteva ormai considerarsi parte integrante della nobiltà di toga milanese, in grado di rivaleggiare con i tradizionali lignaggi feudali grazie a una combinazione di capitale finanziario, titoli giurisdizionali e relazioni diplomatiche.

XVII secolo

Nel mwag1644 Giovanni Battista I Durini diede avvio alla costruzione di un palazzo nobiliare nel centro di mwbaMilano, in quella che divenne poi via Durini. Il progetto fu affidato all’architetto mwbgFrancesco Maria Richini, esponente di rilievo del barocco lombardo, autore anche del mwbwCollegio Elvetico e di numerosi edifici civili e religiosi nella capitale del mwcaDucato di Milanocite-ref-6[6].

Nel corso del secolo, il casato consolidò la propria influenza all’interno dell’amministrazione spagnola, esercitando attività creditizie e di appalto fiscale. Documenti camerali attestano la concessione di forniture militari e prestiti alla mwdgCorona di Spagna, soprattutto nel quadro del conflitto europeo in corso e del rafforzamento della fiscalità lombarda sotto la dominazione asburgicacite-ref-7[7].

Conti di Monza

Nel mwgq1648 i fratelli mwggGiovanni Battista I Durini, Giuseppe Durini e Angelo Maria Durini acquistarono il feudo di mwgwMonza dagli ultimi discendenti dei mwhaDe Leyva, per un importo di 30.000 ducati d’oro napoletani. Il trasferimento dei diritti feudali fu formalmente riconosciuto da mwhqFilippo IV di Spagna con diploma rilasciato nel mwhg1652cite-ref-8[8]cite-ref-9[9].

Nella nuova sede comitale, il casato intraprese una riorganizzazione dell’economia locale, favorendo il rilancio dell’artigianato e del commercio attraverso misure fiscali mirate. I Durini promossero un’intensa stagione di committenza artistica, destinata al mwkaDuomo di Monza e alla mwkqbasilica maggiore, chiamando maestri attivi anche a mwkgMilano, come i mwkwProcaccini, mwlaGiuseppe Nuvolone, mwlqGiovanni Battista Discepoli (detto il Zoppo), mwlgLegnanino e mwlwSebastiano Ricci.

Il conte Gian Giacomo III Durini commissionò una grande tela raffigurante la regina mwmgTeodolinda per la decorazione dell’abside della basilica. La mwmwcappella Zavattari, in origine dedicata a San Giacomo, protettore del casato, fu ornata con un altare barocco dello scultore mwnaGiuseppe Rusnati, su disegno dell’architetto mwnqFrancesco Maria Ricchinocite-ref-10[10].

Il palazzo comitale, situato nell’attuale piazza Trento e Trieste, fu demolito nei primi anni del mwowXX secolo. I Durini ampliarono inoltre la propria presenza residenziale con l’acquisizione della mwpaVilla Mirabello, successivamente ampliata da Giuseppe I Durini e affiancata dalla mwpgVilla Mirabellino. Quest’ultima fu collegata alla residenza originaria da un viale rettilineo alberato, allineato in prospettiva secondo modelli di giardino alla francese. L’intero complesso costituì il primo nucleo del futuro mwpwParco di Monzacite-ref-11[11].

XVIII secolo

Nel mwtgXVIII secolo il casato consolidò la propria posizione nel panorama aristocratico lombardo, sia per l’estensione patrimoniale sia per il prestigio culturale raggiunto. La presenza a mwtwMonza di mwuaAngelo Maria Durini, elevato alla dignità cardinalizia nel mwuq1769, rese la corte duriniana uno dei principali centri mondani e intellettuali del mwugMilanese.

La reputazione del prelato, uomo colto, diplomatico e mecenate, non passò inosservata a mwvaMaria Teresa d'Austria, la quale, alla ricerca di una sede adeguata per la residenza estiva della corte, scelse Monza anche per la presenza di un contesto nobiliare stabile e attivo. L’erezione della mwvqVilla Reale di Monza, progettata da mwvgGiuseppe Piermarini su incarico imperiale, fu favorita da tale contesto sociale e ambientalecite-ref-12[12].

Nel frattempo, la casata restaurò l’antico mwxaCastello di Monza, trasformandolo all’inizio del mwxqXIX secolo in residenza di villeggiatura, secondo un progetto affidato all’architetto mwxgCarlo Amaticite-ref-13[13].

Oltre alle residenze monzesi già attestate nel mwzaXVII secolo, come mwzqVilla Mirabello e mwzgVilla Mirabellino, i Durini possedevano anche mwzwVilla Durini la Grassa e Villa San Giacomo, nonché la Villa La Cazzola ad mw0wArcore, tenuta di famiglia dal mw1a1630 al mw1q1892. A mw1gMerate detenevano il mw1wPalazzo Prinetti, residenza stagionale del cardinale, il quale ricopriva anche la mw2acommenda dell’abbazia di San Dionigicite-ref-14[14].

Gian Giacomo III Durini (mw4a1717–mw4q1794), IV conte di Monza, rivestì la carica di mw4gsovrintendente del mw4wRegio Ducal Teatro fino alla sua distruzione nell’incendio del mw5a1776. Fu incaricato dalla nobiltà cittadina di negoziare con l’amministrazione imperiale la costruzione di un nuovo teatro, che verrà realizzato da mw5qGiuseppe Piermarini come mw5gTeatro alla Scalacite-ref-15[15].

XIX secolo

Nel corso del mw8gXIX secolo il casato mantenne una posizione rilevante all’interno del patriziato milanese, integrandosi pienamente nel nuovo assetto politico-amministrativo formatosi durante l’età napoleonica e restaurata. Le attività dei Durini si concentrarono in ambito urbano, con particolare attenzione alla vita amministrativa, alla gestione fondiaria e alla partecipazione alle istituzioni cittadine.

mw9aAntonio Durini (mw9q1770–mw9g1850), figlio di Gian Giacomo III Durini, fu nominato mw-apodestà di Milano sotto il regime napoleonico nel mw-q1807. Confermato nella carica anche durante la Restaurazione, rimase in funzione fino al mw-g1837, distinguendosi per l’applicazione di riforme nel settore urbano, igienico e nell’organizzazione delle opere pubbliche. Il suo ruolo fu riconosciuto come elemento di continuità tra le élite milanesi preunitarie e le nuove strutture amministrativecite-ref-16[16].

Il patrimonio immobiliare fu razionalizzato in funzione delle mutate esigenze della nobiltà urbana ottocentesca: molte proprietà furono date in affitto o alienate, mentre le residenze principali, tra cui Palazzo Durini e le ville monzesi, furono oggetto di restauri o conversioni funzionali. Atti notarili e inventari fondiari attestano il graduale riassestamento del latifondo duriniano tra mwaqeMilano, mwaqiMonza, mwaqmMerate e mwaqqArcorecite-ref-17[17].

In ambito culturale, alcuni membri del casato furono coinvolti in iniziative editoriali e artistiche: risulta documentata la partecipazione a società di beneficenza, circoli musicali e accademie milanesi. Le raccolte librarie e artistiche di famiglia furono parzialmente trasferite in ambienti pubblici o donate a istituzioni religiose e scolastiche lombarde.

Nonostante il mutamento degli assetti politici e l’abolizione dei diritti feudali, i Durini conservarono per l’intero secolo una posizione di riconosciuta influenza, anche grazie al prestigio storico legato al titolo di mwaqsmwaqwConte di Monza e alle relazioni personali con esponenti del clero, della magistratura e dell’amministrazione imperiale austriacacite-ref-18[18].

Epoca recente

Durante il mwarmXX secolo diversi membri del casato continuarono a distinguersi in ambito culturale, ecclesiastico e istituzionale. mwarqAlessandro Durini (mwaru1818–mwary1892), pittore e collezionista, fu attivo fino ai primi decenni del secolo come promotore artistico e presidente dell’mwarcAccademia di Belle Arti di Brera; parte delle sue opere e raccolte sono oggi conservate presso il Museo di Milanocite-ref-19[19].

Nel mwar41939, Antonio Durini Litta istituì la mwasaFondazione Alessandro Durini per la tutela del patrimonio artistico e documentario della famiglia e per la promozione delle arti figurative. La fondazione sostenne iniziative editoriali, restauri e acquisizioni per biblioteche civiche e musei lombardicite-ref-20[20].

Durante la seconda metà del secolo, il casato mantenne un ruolo nella società culturale lombarda partecipando a circoli storici e musicali, comitati per il restauro di edifici monumentali e associazioni benefiche. L’archivio privato, contenente documenti tra mwasySeicento e mwascNovecento, fu in parte trasferito all’mwasgArchivio di Stato di Milano e alla mwaskBiblioteca Nazionale Braidense.

Nel mwassXXI secolo la presenza del lignaggio è ancora attiva attraverso enti, fondazioni e attività filantropiche. Alcuni discendenti sono impegnati nella valorizzazione della mwaswVilla del Balbianello, un tempo residenza del cardinale mwas0Angelo Maria Durini, oggi gestita dal mwas4Fondo per l'Ambiente Italianocite-ref-21[21].

Un contributo continuativo è stato riconosciuto nell’ambito della promozione della musica classica: la dinastia figura tra i sostenitori storici di istituzioni concertistiche milanesi, come la mwatqSocietà del Quartetto di Milano, ricevendo nel mwatu2024 un riconoscimento pubblico per il secolare impegno nel settorecite-ref-22[22].

Conti di Monza (1648-1948)

Il titolo di mwatwmwat0Conte di Monza fu acquisito nel mwat41648 dai fratelli Durini che lo ottennero dagli ultimi discendenti della famiglia mwat8De Leyva. La concessione fu confermata da mwauaFilippo IV di Spagna con diploma del mwaue1652. La linea titolata rimase in possesso del feudo, e successivamente del titolo onorifico, sino all’età contemporanea.

• Giovanni Battista I Durini (1612–1677), I conte di Monza, promotore della costruzione del palazzo di Milano e dell’insediamento comitale a mwauuMonza;
• Gian Giacomo I Durini (1648–1707), II conte di Monza, figlio del precedente, consolidò i possedimenti nella mwaucBrianza;
• Giovanni Battista II Durini (1685–1734), III conte di Monza, ampliò le proprietà monzesi e rurali;
• Gian Giacomo III Durini (1717–1794), IV conte di Monza, cavaliere dell’mwausOrdine dei Santi Maurizio e Lazzaro, promotore di opere pubbliche e teatrali;
• mwau0Carlo Francesco Durini (1753–1833), V conte di Monza, mwau4cardinale, fratello del precedente;
• Alessandro Durini (1818–1892), VI conte di Monza, pittore, collezionista e presidente dell’mwaveAccademia di Belle Arti di Brera;
• Antonio I Durini (1853–1934), VII conte di Monza, promotore di iniziative culturali e benefiche;
• Gian Giacomo III Durini (1857–1938), VIII conte di Monza, mecenate e proprietario di mwavqVilla Mirabello;
• Giovanni Giuseppe Durini (1875–1963), IX conte di Monza;
• Ercole Luchino Durini (1876–1968), X conte di Monza, fratello del precedente, gestì parte dell’archivio familiare;
• Teobaldo Luca Ercole Giuseppe Durini (1932–2014), XI conte di Monza;
• Alessandro Durini di Monza (1957-), XII conte di Monza;
• Ercole Durini di Monza (1994-), XIII conte di Monza.

Personalità di rilievo

Fra i suoi componenti si distinsero:

• mwav4mwav8Angelo Maria Durini (1725–1796), cardinale, diplomatico pontificio e colto mecenate; fu promotore di iniziative culturali e artistiche in Lombardia e fece realizzare la mwawaVilla del Balbianello, sua celebre residenza.
• mwawiCarlo Francesco Durini, V conte di Monza (1753–1833), cardinale e figura eminente della diplomazia ecclesiastica nella mwawqRoma del tardo mwawuXVIII secolo.
• mwawcmwawgAlessandro Durini (1818–1892), pittore, collezionista e senatore del Regno d’Italia; fu presidente dell’mwawoAccademia di Belle Arti di Brera e autore di vedute e ritratti esposti in mostre nazionali.
• mwawwAntonio Durini Litta (1900–1982), promotore di studi genealogici, istituì nel 1939 la mwaw4Fondazione Alessandro Durini per la tutela del patrimonio culturale familiare.
• mwaxaLuigi Durini (XIX secolo), ufficiale di mwaxeartiglieria e membro della mwaxiSocietà Geografica Italiana, partecipò a missioni militari e cartografiche in mwaxmAfrica orientale.
• mwaxuGiuseppe Durini (seconda metà XIX secolo), sacerdote e studioso di liturgia, fu membro del capitolo metropolitano di mwaxyMilano e autore di contributi su cerimoniale ambrosiano.
• mwaxgTeresa Durini (XIX secolo), benefattrice e sostenitrice delle opere educative e assistenziali del Pio Istituto Pezzani e della Scuola di Arti e Mestieri a mwaxsMonza.
• mwax0Andrea Durini (XIX–XX secolo), promotore della catalogazione degli archivi nobiliari lombardi; curò la trascrizione delle genealogie depositate presso la mwax4Biblioteca Nazionale Braidense.
• mwayaClara Durini (prima metà XX secolo), musicista e insegnante di pianoforte, attiva nei conservatori lombardi, sostenitrice della mwayeSocietà del Quartetto di Milano e mecenate del mwayiTeatro alla Scala.
• mwayqTeresita Durini (nata nel XX secolo), collaboratrice della mwayuFondazione Cini e coautrice di ricerche su collezioni d’arte lombarde tra mwayySettecento e mwaycOttocento.

Albero genealogico della famiglia Durini

Sono riportati i membri titolati della famigliacite-ref-23[23].

Palazzo Durini

Palazzo Durini si trova a mwazgMilano, nell'omonima via che congiunge mwazkpiazza San Babila a largo Augusto ed occupa l'antica Cantarana di Porta Tosa, contrada tra il Verziere e San Babila. Viene comperato nel 1921 o 1922 da mwazoSenatore Borletti, a patto di lasciare nel palazzo Paolina Durini vita natural durante; viene restaurato sommariamente dall'architetto mwazsPiero Portaluppi tra il 1920 e il 1923 e, alla morte di Paolina nel 1925, viene venduto ai Caproni di mwazwTaliedo.

Dopo la morte di mwaz4Gianni Caproni nel mwaz81957 il palazzo viene affittato. Nel 1963 ospita il centro culturale Durini, voluto da Aldo mwaaaBorletti, dotato di un teatro e di una biblioteca. Dal 1997 al 2009 una parte di Palazzo Durini ospita la sede e gli uffici dell'mwaaeInter.

Note

cite-note-11. Archivio Storico del Comune di Como, Fondo Decurioni, registri 1264–1332.
cite-note-22. G. Mola di Nomaglio, mwaasLe magistrature comunali nel lago di Como (1250–1400), in «Archivio Storico Lombardo», 1987, pp. 119–144.
cite-note-33. P. Falchetti, mwaa8Famiglie mercantili comasche nel Quattrocento, Como, 1999, pp. 41–58.
cite-note-44. R. Romano, mwabmStoria economica di Milano nell’età spagnola, Milano, Feltrinelli, 1962, pp. 218–222.
cite-note-55. G. Soldi Rondinini, mwabcCommercio e nobiltà nella Milano spagnola, Milano, Giuffrè, 1968, pp. 91–98.
cite-note-66. Archivio Storico Civico di Milano, Fondo Richini, fasc. “Palazzo Durini”, 1644.
cite-note-77. Archivio di Stato di Milano, Magistrato Camerale, reg. 1018–1024, contratti di approvvigionamento (1640–1650).
cite-note-88. G. Marimonti, mwaceMemorie storiche della città di Monza, Milano, 1841, pp. 481–488.
cite-note-99. Archivo Histórico Nacional, Sección Consejos, Títulos del Reino, leg. “Monza”.
cite-note-1010. Archivio storico del Duomo di Monza, fondo monumenti e cappelle, schede Rusnati-Ricchino.
cite-note-1111. Archivio del Parco Regionale Valle del Lambro, Fondo Ville Durini, planimetrie e contratti (1648–1680).
cite-note-1212. Archivio di Stato di Milano, Fondo Segreteria di Governo, Relazione sul sito di Monza per la residenza imperiale, 1776.
cite-note-1313. Archivio Amati, Milano, Progetti civili e nobiliari, cartella “Castello di Monza”, 1804.
cite-note-1414. Archivio di Stato di Milano, Fondo Commende ecclesiastiche, abbazia di San Dionigi, fasc. Merate.
cite-note-1515. P. Castiglioni, mwadcTeatro e politica nella Milano asburgica, Milano, 2003, pp. 112–116.
cite-note-1616. Archivio Storico Civico di Milano, Fondo Podestà, serie “Durini Antonio”, registri 1807–1837.
cite-note-1717. Archivio Notarile di Milano, Fondo “Famiglie nobili”, fasc. Durini, atti 1812–1855.
cite-note-1818. G. Vismara, mwaeeLe famiglie patrizie milanesi tra Restaurazione e Risorgimento, Milano, 1978, pp. 204–209.
cite-note-1919. Archivio Storico della Accademia di Brera, fondo “Durini Alessandro”, fasc. artisti, 1903.
cite-note-2020. Fondazione Alessandro Durini, Statuto e atti fondativi, Archivio privato, Milano.
cite-note-2121. FAI – Fondo Ambiente Italiano, mwaesVilla del Balbianello: storia e mecenatismo, scheda storica, 2022.
cite-note-2222. mwae8Enrico Parola, mwafamwafeDurini, la dinastia milanese che da tre secoli sostiene la musica classica, su mwafiCorriere della Sera, 25 giugno 2024. mwafmURL consultato il 2 luglio 2024.
cite-note-2323. V. Spreti, mwafcEnciclopedia Storico-nobiliare italiana, Milano 1928-1930, rist. Bologna, 1969; Consulta araldica del Regno d'Italia, Libro d'Oro della nobiltà italiana-Serie aggiornata, annate varie

Bibliografia

• Cristina Geddo, mwafsCollezionisti e mecenati a Milano tra Sei e Settecento: i Durini conti di Monza, in “Artes”, n. 9, 2001, pp.mwafw 41–124.
• Cristina Geddo, mwaf4Gli interni di Mirabello e Mirabellino fra ieri e oggi: decorazioni pittoriche e collezioni d’arte, in mwaf8Le Ville Mirabello e Mirabellino nel parco reale di Monza, a cura di F. de Giacomi, Monza, Associazione Pro-Monza, 2006, pp.mwaga 122–162.
• Cinzia Cremonini, mwagiBreve storia della famiglia Durini, banchieri milanesi, conti di Monza, tra mercatura, nobiltà e interessi culturali, in mwagmLe ville Mirabello e Mirabellino nel parco re di Monza, a cura di F. de Giacomi, Monza, Associazione Pro Monza 2006, pp.mwagq 12–31.
• Cinzia Cremonini, mwagyAlle origini di un parco: il cenacolo culturale dei Durini nella Monza del Settecento, in mwagcIl parco della Villa Reale al bicentenario della Fondazione. Contributi, riflessioni, prospettive, a cura di L. S. Pelissetti, Monza, Comune di Monza, 2006, pp.mwagg 17–28.
• Cristina Geddo, mwagoIl nunzio Durini a Varsavia (1767-1772) fra arte, poesia e politica, in mwagsPolska i Europa w dobie nowożytnej / mwagwL’Europe moderne: nouveau monde, nouvelle civilisation? / Modern Europe – New World, New Civilisation? Prace naukowe dedykowane Profesorowi Juliuszowi A. Chrościckiemu, Warszawa, Arx Regia-Zamek Królewski w Warszawie, 2009, pp.mwag0 85–103.
• Cristina Geddo, mwag8Il cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796). Un mecenate lombardo nell'Europa dei Lumi fra arte, lettere e diplomazia, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2010 (parte I dedicata alla famiglia, pp.mwaha 23–91; parte II dedicata al cardinale, pp.mwahe 92–349, con genealogia Durini mwahi, fonti, bibliografia e indice dei nomi, pp.mwahm 23–28, 350-380). mwahq
• Cristina Geddo (a cura di), mwahyOmaggio al cardinale Angelo Maria Durini, mecenate illuminato di lettere ed arti, atti dell’Incontro alla Biblioteca Braidense (Milano, 26 gennaio 2012), Novara, Poligrafica moderna, 2013.
• Cinzia Cremonini, mwahgDurini conti di Monza, in Ead, mwahkLe vie della distinzione. Società, potere e cultura a Milano tra XV e XVIII secolo, Milano, EDUCatt, 2015 (prima ed. 2012), pp.mwaho 163–209.
• mwahwCristina Geddo, Durini (famiglia), mwah0in Duomo di Monza: Dizionario, direzione scientifica R. Cassanelli, R. Mambretti, G. Pasciuti, Monza, Fondazione Gaiani, 2020, pp.mwah4 206–218. [3] mwah8_

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Casata dei Durini

Collegamenti esterni

• mwajsStoria della famiglia Durini, su storiadimilano.it.
• mwaj0Ville dei Durini, su parcomonza.org. URL consultato il 17 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2008).
• mwaj8Villa "La Cazzola", su m3000.it.
• mwakmPalazzo Durini, su palazzodurini.it. URL consultato il 3 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2019).